Lettera di Don Giovanni

Fratelli carissimi,

il momento che stiamo vivendo è unico nella storia, e stravolge tutte le nostre pianificazioni e le nostre abitudini. La globalizzazione ed il benessere ci hanno spinto a relazioni sempre più ampie, a cercare esperienze sempre nuove per appagare sempre più i nostri desideri. Noi viviamo in un’epoca ormai lontana dalle ristrettezze delle guerre dello scorso secolo, certamente più liberi, ma forse anche più individualisti. Abbiamo imparato a fare quello che ci sembra il meglio secondo le nostre esigenze. Siamo più “indipendenti” da tutto: dalle regole, dalla famiglia, dalla politica, dagli altri…e soprattutto da Dio.

Questa situazione indesiderata ci costringe a riflettere sulle nostre abitudini, sulle nostre relazioni ed anche sui nostri principi. Quanto è difficile per molti restare chiusi in casa, senza andare in giro con amici…

Tutto questo ci pare troppo?

Voglio esprimervi il mio parere (senza pretendere di sapere tutto): Dio ci sta portando nel deserto, come ha fatto con Gesù, fin dall’inizio di questa quaresima. Non abbiamo potuto celebrare il mercoledì delle ceneri, né le prime due domeniche di quaresima, si è interrotto il catechismo, la possibilità di fare le prime confessioni ai bambini di terza elementare. Quasi certamente anche la domenica delle Palme salterà ed il triduo Pasquale? Cosa potremo fare? Non sappiamo ancora niente. Tutto, per ora, è sospeso: gli incontri del post-cresima, del corso per fidanzati, delle comunità, le sante messe feriali per i suffragi dei nostri defunti…perfino i funerali si devono fare all’obitorio o in piedi e rapidamente al cimitero.

Due sono le prospettive che ci vengono imposte: o incominciamo ad apprezzare ciò che ci è venuto a mancare (come la possibilità di pregare insieme al mattino, la messa comunitaria domenicale, lo stare con i propri familiari imparando a dialogare con loro…) oppure continueremo a mormorare per ogni limitazione impostaci cercando, se possibile, di trasgredire le norme, per sentirci liberi.

Riflettiamo seriamente anche sulle nostre pigrizie: l’accidia è quel grave peccato che spegne nel cuore dell’uomo il desiderio delle cose buone, soprattutto di Dio e vuol farci desiderare solo di compiacere noi stessi.

Noi sacerdoti apriamo la chiesa ogni giorno per dare la possibilità a chi può di pregare con tranquillità e nel silenzio. Chiaro che dovendo restare nel proprio territorio questo viene impedito, ma ciò che non è possibile fare in chiesa lo si può fare in casa. Oggi i mezzi di comunicazione ci facilitano, possiamo vederci e sentirci anche a distanza, grazie alla tecnologia. Quale grazia può venirne!

Per chi può siamo a disposizione per la confessione individuale; ogni giovedì esponiamo il Santissimo; per chi può e vuole, ogni giorno diamo la S. Comunione; al venerdì si recita per proprio conto la via crucis.

Poi ci sono tutte le altre iniziative proposte dai buoni canali televisivi.

Penso che tutto questo digiuno ci porti a desiderare più fortemente di ritrovarci insieme per celebrare ancora il Signore come si conviene ad una comunità cristiana. Preghiamo perché il Signore ci permetta di vivere insieme la Pasqua!

Intanto voi genitori potete esercitare il compito a voi assegnato e che vi siete assunti con il battesimo dei vostri figli: far crescere in loro la fede, quella fede che dovete alimentare costantemente con la preghiera, l’elemosina ed il digiuno.

Coraggio, fratelli, il Signore ci sta provando, ma è con noi. Restiamo saldi nella fede! Buona Quaresima a tutti voi.

Don Giovanni

P.S. Un pensiero speciale va alle persone sole, anziane ed ammalate che vengono private del dono dell’Eucaristia. Pregate per loro.

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