In ascolto dell’icona – n.13

Icona della Ascensione

 

Siamo alla fine della missione terrena di Gesù. Quaranta giorni dopo la Pasqua, dopo essere più volte apparso agli apostoli, Gesù ritorna al Padre. I racconti degli evangelisti e quello degli Atti degli Apostoli di Luca ci descrivono la stessa scena anche se con qualche differenza. Il vangelo di Marco, il più essenziale, ci dice che Gesù conduce gli undici vicino a Betania, sul monte degli Ulivi e di lì viene portato in cielo. Matteo parla di un monte, indicato da Gesù, dove gli apostoli lo incontrano e aggiunge la considerazione ”alcuni però dubitavano” e l’ordine “Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato”. Luca sia nel Vangelo che negli Atti pone l’accento sulla testimonianza che gli apostoli devono dare e sul dono dello Spirito Santo che fra poco riceveranno: “Così venutisi a trovare insieme gli domandarono: «Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno di Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta, ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra». Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n’andava,ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l›avete visto andare in cielo».” Atti 1,6-11

 

Al centro dell’icona Maria, immagine della Chiesa, raccoglie intorno a sé gli apostoli. La sua testa con quella dei due angeli forma un triangolo, segno della Trinità, mentre le teste degli apostoli descrivono un cerchio, segno della universalità della Chiesa che raccoglie tutti gli uomini. Maria, l’unica assieme agli angeli e a Gesù con l’aureola, è già partecipe della vita divina, è la “Tuttasanta”. Con una mano ci indica Gesù che sta salendo, con l’altra la Chiesa, personificata dall’apostolo Pietro, che fino al ritorno di Gesù sarà il segno visibile della sua presenza per l’umanità.

 

Nel suo occhio sinistro si intravede una lacrima color sangue. Sono le sofferenze che innumerevoli missionari e martiri hanno sopportato per amore di Gesù e della Chiesa.

 
 
 

In alto Gesù, seduto in trono, circondato dalle sfere cosmiche viene portato in cielo dagli angeli. Ha in mano il rotolo della scrittura che ora si è compiuta. E’ il Kyrios, il Signore dell’universo, il suo dito indica il comando imperativo che ha appena dato: “Andate e annunziate il Vangelo ad ogni creatura”.

 

I due angeli ai lati di Maria ci ricordano, indicando Gesù, che colui che oggi sale al cielo tornerà un giorno nella Gloria come giudice di tutta l’umanità.
San Cirillo di Gerusalemme (313-387) così ne parla nelle sue catechesi: “Noi annunziamo che Cristo verrà. Infatti non è unica la sua venuta, ma ve n’è una seconda, la quale sarà molto più gloriosa della precedente. La prima , infatti, ebbe il sigillo della sofferenza, l’altra porterà una corona di divina regalità”.
E’ questa seconda venuta che la Chiesa, in ogni eucarestia, ci ricorda come mistero della fede: “Annunciamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell’attesa della tua venuta”.
Pietro di Blois (1130-1211), prendendo spunto da san Bernardo di Chiaravalle (1090-1153) parla anche di una venuta intermedia che si attua tramite l’evangelizzazione: “Tre sono le venute del Signore: la prima nella carne, la seconda nell’anima, la terza per il giudizio. … Il primo avvento fu nascosto e umile, il secondo è segreto e mirabile, il terzo sarà manifesto e terribile. Nel primo, Cristo è stato giudicato dagli uomini con ingiustizia; nel secondo ci rende giustizia mediante la sua grazia; nell’ultimo, giudicherà ogni cosa con equità: Agnello nel primo avvento, Leone nell’ultimo, Amico pieno di tenerezza nel secondo.”
 

Alla destra di Maria c’è Pietro, alla sua sinistra Paolo. Storicamente Paolo non è presente, anzi sicuramente è ancora un persecutore che sta già operando per rendere inoffensiva questa nuova dottrina. Ma la tradizione lo vuole qui raffigurare in quanto è quello che maggiormente ha messo in pratica il comando di evangelizzare e nella Chiesa per questo ha un posto di preminenza.
 

Pietro e Paolo, l’istituzione e il carisma. Sono le colonne che sorreggono la Chiesa. Non c’è Chiesa senza ministero istituito e non c’è Chiesa senza carisma. Per questo la Chiesa di Roma li festeggia lo stesso giorno per significare che l’uno non esiste senza l’altro ma ambedue sono necessari. E’ questa dualità che ha dato alla Chiesa Cattolica Romana la possibilità di rinnovarsi. Nel corso della sua storia i vari carismi e movimenti, rappresentati da Paolo, hanno avuto in Pietro, il romano pontefice, il ministero istituito che li ha accolti, regolati e proposti a tutta la comunità ecclesiale: san Francesco e i francescani ne sono l’esempio più eclatante.

 

Gli altri apostoli sono partecipi della stessa missione, anche se dietro a Pietro ve ne sono due con gli occhi appena accennati. Rappresentano i “dubbiosi” di cui parla l’evangelista Matteo.
Anche noi molto spesso non “vediamo” la presenza di Gesù nella nostra vita nonostante la sua promessa di essere con noi tutti i giorni. Gesù è nei cieli e noi qui sulla terra con i nostri problemi e le nostre difficoltà. Notiamo però che, nonostante le scritture parlino di un monte e la tradizione orientale lo rappresenti, in questa icona Maria e gli apostoli sono come sospesi in aria, non c’è la terra sotto i loro piedi.
San Paolo, ben conoscendo la nostra indole, così ci invita a rinnovarci: “Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra. Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio! Quando si manifesterà Cristo, la vostra vita, allora anche voi sarete manifestati con lui nella gloria. Mortificate dunque quella parte di voi che appartiene alla terra: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e quella avarizia insaziabile che è idolatria, Non mentitevi gli uni gli altri. Vi siete infatti spogliati dell’uomo vecchio con le sue azioni e avete rivestito il nuovo, che si rinnova, per una piena conoscenza, ad immagine del suo Creatore.” Col 3,1-10

 

Paolo Matacchioni